"Miracoli e coincidenze, quali di questi possiamo controllare?" (S.K. 1988)

martedì 14 giugno 2011

Not over yet











Percepisco un tremore, leggero
dal profondo della terra,
sento il pianeta incurvarsi dolcemente
per entrare nella notte
il mio telefono continua a squillare
con un ritmo suo
chiamate da altre epoche
fuori il vento soffia fra gli alberi viola
senza chiedermi nulla,
arriva dove io non posso.
Ho una lettera d'amore nello scrittoio,
ho una nota del destino
scarabocchiata davanti a me
if you were meant to be here
you would be here, darling
Chiudo gli occhi per capire
mi sdraio con calma e lascio andare
è un addio
è l'augurio di un buon cammino
è una canzone...
gocciola acqua lentamente
dalla mia vasca da bagno,
la spiaggia respira
fuori dalla città,
un ponticello in legno scricchiola
mentre qualcuno rientra a casa,
tutto già visto e vissuto,
ma mai finito, non ancora...

venerdì 27 maggio 2011

Harvest time, harvest time


Siamo una famiglia
i nostri campi sono di là del ponte
abbiamo il nostro casolare,
un paradiso di calda pietra.
Vedo un uomo forte
con i capelli bianchi
è mio padre
ha un sorriso eterno.
Mia madre mi chiama dal cortile
i setter gordon neri fanno festa accanto a lei
vuole che rientri,
sta per scoppiare un temporale
ed è preoccupata perché i miei fratelli
sono andati in città.
Guardo verso la casa dei nostri vicini,
robuste e vere persone di campagna
con una casa piena di strumenti musicali,
che suonano ogni sera.
In questo momento non conosco la mia strada
non so cosa mi attende,
per ora so solo che gli animali sono nervosi
che mio padre è andato a guardare i cavalli in stalla
che sta iniziando un altro autunno.
Nessuno mi ha ancora detto niente,
non so che presto andrò via da qui
non l'ho ancora scoperto...
Non lo so
mentre guardo mio padre
non lo so
mentre parlo con mia madre
non so che il tempo mi attende,
protetto in casa dal calore del camino.
Passa una lunga notte d'acqua
pioggia contro le fronde degli alberi
squarci di luce dalla finestra
le voci dei miei fratelli che rientrano
i cani giù in cortile.
Mi risveglio solo molto tempo dopo
è estate adesso
un pomeriggio di sole sui campi
una lunga distesa di verde e giallo.
Sono seduto all'ombra di una tettoia
con una brocca d'acqua fresca vicino
e aspetto il tramonto,
guardo le foto di famiglia
persone con gli abiti del tempo
mio padre sorride dalle vecchie immagini
mia madre fa danzare i setter neri intorno a lei...
dopo molto tempo,
temporali e primavere
vita e morte.
C'è una luce meravigliosa tutto intorno
potrei andare a passeggiare nei nostri campi,
come sempre.
Siamo tornati al tempo del raccolto
siamo tornati
ancora una volta
di là del ponte.
Eravamo una famiglia,
eravamo una famiglia...

domenica 27 febbraio 2011

And then it was November















Apro gli occhi
e sto pedalando
sono su una vecchia bicicletta che cigola
ed è una notte d'inverno
con la neve, l'aria fredda
il fiato che si gela,
sono in una città.

Saranno le 8 di sera
c'è gente per strada
ognuno con una direzione
e con la fretta invernale addosso.
Mi fermo a un semaforo
soffio sulle mani livide per scaldarmele
sento le voci dei pedoni che attraversano
provo ad ascoltarli,
credo che parlino tedesco.
Dolce suono di voci nordeuropee
calore di persone frettolose ma rassicuranti
dovevo averne bisogno.
Una musica in testa
mentre riparto in bici
parole che risuonano
ragazzo non volare troppo in alto
ci sono pericoli nel cielo sopra di te...
Sto seguendo la direzione del traffico
verso il centro della città
ho una specie di preoccupazione
perché non so dove sto andando
non conosco questa città.
Davanti a un supermercato
un uomo molto alto agita le braccia
mi sorride e indica verso di me
mi chiama ad alta voce
con un nome che non conosco
lo ripete più volte per farsi sentire
e mi ferma.
Lo saluto, senza sapere il suo nome
mi chiede perché ci ho messo tanto
ride mentre parla e mi abbraccia
dice di chiudere la bicicletta,
di muovermi,
che dobbiamo comprare la cena,
perché a casa ci aspettano.
Si lancia dentro il supermercato
lo seguo,
prende del vino, un dolce,
dice che dobbiamo festeggiare.
Parla per tutto il tempo
dentro al supermercato
io non so cosa rispondergli,
e continua a parlare anche fuori
mentre riprendiamo le biciclette
per andare verso casa.
Dice che devo smetterla di andare via,
che siamo tutti una cosa sola e
quando arriva la sera
dobbiamo sederci a tavola insieme.
Continua a ripetere il mio nome.
Arriviamo in un caseggiato
entriamo in un cortile
ci sono diversi ingressi
e biciclette chiuse nelle rastrelliere,
tutte coperte di  neve.
Saliamo da una scala esterna,
lo seguo dentro questa casa
c'è un camino che crepita,
una tavola apparecchiata,
un silenzio meraviglioso
e candele accese.
Tutto è in ordine qui
ci sono fiori, libri sulle mensole,
appunti su uno scrittoio.
Un gatto dorme sul divano,
guardo fuori dalle finestre
la neve che continua a cadere
è un freddo inizio di novembre,
e il giardino è già coperto di neve...
Ci sediamo a tavola,
fuori il vento soffia
mia moglie mi sorride
parla volentieri,
dice il mio nome,
più volte,
la ascolto.
Viviamo in una città di confine
al sud della Germania,
con un'atmosfera un po' francese,
ho un lavoro,
sono cresciuto,
ho una famiglia, amici,
è nato tutto qui dopo un viaggio.
Mi ricordo,
con la neve mi ricordo sempre,
la mia altra vita,
qui davanti a me
scritta sulla neve...

martedì 21 settembre 2010

Io sto ancora volando

Ho volato in ogni cielo
su aerei grandi e piccoli
ho attraversato nuvole
luminose al mattino
nere e spaventose la notte
seduto dietro ai comandi
con i miei occhiali
e il mio sorriso.

Niente al mondo è come andare lassù,
sopra le case, sopra voi
dove l'aria è aria
a guardare, a pensare.
Ho volato per miglia, miglia, miglia...
ogni giorno,
ho portato in alto i miei pensieri
ho amato e ho dimenticato
ho ripercorso le mie rotte
ho anche capito e sono tornato indietro.
Dei vecchi tempi ricordo ogni cosa
ogni colore è qui con me
il suono del vento
la pioggia sulla lamiera del Cessna
le luci bagnate sulla pista
e il caldo ritorno a casa.
Bellissimi i cieli della mia grande isola
lontana e difficile
con paesaggi aspri
che sapevo appena descrivere.
Non ho mai smesso di volare,
anche quando sono sceso.
E' stato strano l'ultima volta,
lasciando l'aereo
sono rimasto in cima alla scaletta
per qualche momento,
ho pensato che dovevo guardare da altre parti
cercare altri spazi.
Allora ho spostato tutto
i miei cieli erano negli occhi di mia figlia
le mie nuvole nelle scale del jazz
ogni lungo viale della città
era la mia pista di atterraggio
ogni suono di motore una turbina...
Ho sempre volato, sulle note
sui miei desideri, sulle mie perdite.
No, non sono uno che può stare a terra
non è mai stato per me.
Quel respiro, lassù
mi apriva i polmoni, e gli occhi.
Ho provato a vivere fuori dal cielo
per anni
ho lavorato, con interesse
abbracciato nuove avventure
ho amato
sono cambiato
come una nuova partitura.
Di alcune cose non voglio parlare...
Sono stato un ragazzo giovane
di una piccola città,
con bravi e caldi amici
sono diventato un viaggiatore,
un pilota, un marito
un padre.
Sono stato molte cose,
anche cose difficili,
cose sbagliate,
che non so spiegare...
ma so riguardarle tutte
ho ancora ogni immagine negli occhi
qui davanti a me
in questi splendidi cieli di settembre
dove ancora sto volando...